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Il nucleo originario era probabilmente costituito da poche capanne abitate da pastori, raggruppatesi poi in un villaggio sul colle Palatino, nei pressi del Tevere. Quando Roma divenne la città più forte e ricca del suo tempo, si inventarono le sue origini nobiliari attraverso i miti di Romolo e Remo (Romolo sarebbe figlio di Marte, dio della guerra e di Silvia, sacerdotessa discendente dell'eroe troiano Enea). Secondo la tradizione, la città ebbe sette re: Romolo, Numa Pompilio, Tullo Ostilio, Anco Marzio, Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo. L'ultimo venne cacciato dal popolo; questo fatto indica chiaramente che Roma, inizialmente soggetta al potere degli Etruschi, ribaltò la situazione e prese il controllo della regione. Il re veniva eletto dal senato; i cittadini appartenevano a tre classi: i ricchi e potenti patrizi, i plebei (umili lavoratori) e gli schiavi, portati nell'urbe a seguito di guerre vittoriose. Plebei e patrizi ebbero più volte a scontrarsi nel corso della storia della monarchia (e ancora in quella repubblicana), soprattutto quando si concentrò un potere enorme nelle mani di pochi. La conquista graduale della penisola e del Mediterraneo rese questo piiù che mai possibile. |
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