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Nel 1979, quando il francese Jean Torlony comprò dalla famiglia Colonna una vigna sulla via Nomentana, vi si trovavano un casino abitabile ed una tenuta rurale. Il proprietario, che aveva ottenuto il titolo di marchese dopo varie e fortunate vicende che lo avevano visto arricchirsi a spese del Vaticano, iniziò la trasformazione del luogo che divenne una delle più ricche e fastose residenze romane. Un primo grande cambiamento si deve all'architetto Giuseppe Valadier, il quale, tra il 1802 e il 1806, ristrutturò il parco e rivisitò il casino rendendolo una nobile edificio, traendo ispirazione dalla Farnesina Chigi. In seguito, tra 1835 e il 1842, un appezzamento di terreno venne annesso nella parte sud; Giovan Battista Caretti e Giuseppe Jappelli fecero numerosi cambiamenti come il ribaltamento del fronte in direzione della Via Nomentana, la costruzione di un teatro di corte e una nuova impostazione per il giardino. Un'ultima fase nelle modifiche della Villa si ebbero nel 1905-1930: allora vi risiedeva Giovanni Torlonia jr. La "Capanna Svizzera" divenne la "Casina delle Civette", furono inoltre costruiti edificio di servizio e il villino Medievale. ![]() Come molte proprietà di questo genere, la Villa ha subito un pesante periodo di degrado e abbandono, fin quando il Comune di Roma lo ha acquisito, nel 1978; da allora è destinato ad uso pubblico per fini culturali, oltre a godere di opere di ristrutturazione e recupero. Maggiori informazioni sono reperibili al sito ufficiale www.museivillatorlonia.it |
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