Home di Umberto Rustichelli (Ubi) Thailandia: inizio indietro avanti


Tropici!



Lasceremo il nord per l'estremo sud, ovvero per Ko (isola) Samui, un tipico paradiso tropicale.



Qui, il Gatto (sì, sto parlando di mia moglie che si autoappella in questo modo sconsiderato) si lascia subito trascinare dalla febbre del fitness. Io le dico:
-Guarda che bella isoletta... passeggiamo fino laggiù e poi ci andiamo a nuoto!
-Ma noooooo, facciamo tutto a nuoto!
-Ma guarda che sono più di sei chilometri tra andata e ritorno.
-Embè?
Vi lascio indovinare come sia stato inutile tentare di dissuaderla. Ebbene: partenza alle 10:00 circa, alle 11:00 si comincia a nuotare; alle 17:30 circa siamo di nuovo a riva. Fatti i conti, sono 6 ore e mezza di nuoto, alle quali va sottratta mezz'ora di permanenza sull'isola. Il tratto in acqua del ritorno è più breve, quindi manca circa un'ora e mezza a piedi.
Non sapevo che sarebbe seguito uno dei tragitti più angoscianti della mia vita...
Da questo momento, "il Gatto" -o meglio quel che ne restava- piagnucola perché non ce la fa più a tornare, che la testa le gira, che le gambe non la reggono e che trascina pietosamente.
A 500 metri dall'albergo si ferma per la terza volta, con un filo di voce prova a strillacchiare che non ce la fa a continuare, che ha troppa sete (nemmeno fossimo persi nel Sahara). Mi offro di andare a prendere dell'acqua e di portarla, ma il terrore di restare sola e senza forze prende il sopravvento: "No, no, no!" -cerco di scuoterla ma sembra spiritata. Poi a un certo punto dice: "Vai tu, lasciami qui!", nel senso di "salvati tu che ce la puoi fare"! OK, è ufficialmente disidradata e sì, pensa di essere nel deserto.
Così, il Gatto raggiunge la stanza (i 500 metri richiedono circa 20 minuti, per darvi un'idea dello spettacolo patetico al quale assisto) con gli occhi rossi e le braccia ciondolanti. Solamente il giorno successivo, il sole battente mostrerà i suoi effetti, trasformandone il labbro inferiore in una specie di tubero sproporzionato.
Ho fatto un breve resoconto, ma vi assicuro che la storia ha assunto tratti pazzescamente drammatici quanto ridicoli allo stesso tempo, dato che tutta la scena si svolgeva sulla battigia di fronte a comunissimi stabilimenti balneari.

Altra tipica bellezza del luogo sono le cascate.


Le salita per le cascate è divertente, anche se queste, in sé, non sono nulla i speciale.
La sporcizia che si trova nel corso della salita non aiuta lo spirito.


Belle, sì, ma è già possibile trovarvi il deturpamento turistico e non credo ci sia un'enorme differenza tra questa isola e una bella isola africana. Eppoi, non so perché, non ha stimolato la mia immaginazione più di tanto.

La cosa più interessante dell'isola sono i proprietari dei ristoranti sulla costa, occidentali stregati dai mari del Sud che si sono fermati in Thailandia, e non hanno saputo allontanarsene. Alcuni erano marinai, altri no, ma sicuramente hanno un amore per quel posto pari o superiore a quello degli indigeni stessi.
Si mangia benissimo a Ko Samui, soprattutto il pesce ma anche la cucina occidentale trionfa (il manzo viene in genere dall'Australia). Se lo trovate, consiglio "El Churrasco".

Le sere calde dell'Oriente sono davvero sublimi in bassa stagione. Già, perché un po' di pace sul nostro mare si trova solo quando ormai fa freddo, mentre a Ko Samui la bassa stagione equivale ai nostri ultimi giorni d'agosto. E i turisti calano di numero. Roba da matti.


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