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La prima realizzazione della chiesa oggi dedicatale risale al IX secolo, quando venne edificata sopra un oratorio voluto da Paolo I. Nella seconda metà del X secolo, in occasione di un ampliamento, prese il nome di S. Maria Nova per distinguersi dalla chiesa di S. Maria Antiqua -già presente nell'area del Foro Romano. Nel XII secolo furono restaurati il campanile e la decorazione dell'abside e infine, nel XV, fu dedicata a S. Francesca Romana. Nel 1600, durante il pontificato di Paolo V, la chiesa fu rinnovata in stile barocco; la facciata in travertino è opera di Carlo Lombardi (1615) e rivela influssi del Palladio: nella parte centrale due paraste corinzie giganti poggiano su alti plinti con finestra balcone e timpano decorato da statue. ![]() Il campanile romanico del XII secolo a cinque ordini, invece, attira lo sguardo proprio perché conserva il suo aspetto più antico e "allegro", svettando sopra le mura che chiudono i Fori imperiali. ![]() La pianta della chiesa è a navata unica con cappelle laterali e soffitto ligneo a cassettoni intagliati e dorati realizzato su disegno del Lombardi. Vi si possono ammirare alcune opere quali "Dottori della Chiesa" -della scuola di Melozzo da Forlì (nella prima cappella a destra, nella volta), il gruppo scultoreo della "Confessione" -situato in fondo alla navata ed eseguito su disegno del Bernini (1644-49), la statua di S. Francesca Romana (sotto l'edicola) e l'Angelo di Giosuè Meli (idem), il "Martirio di S.Nemesio e compagni" (ai lati del transetto) di Domenico Maria Canuti, e nel catino absidale la "Madonna con Bambino e santi" -mosaico della seconda metà del XII secolo. Ancora, nella prima cappella a sinistra: la "Natività" di Carlo Maratta e "Il Beato Tolomei e il Diavolo" attribuito al Canuti; nella sagrestia si trovano i dipinti "Madonna in trono fra i Ss. Benedetto e Francesca Romana" di Girolamo da Cremona e "Madonna in trono e santi" di Sinibaldo Ibi, "Paolo III e il cardinal Reginald Pole", presumibilmente di Perin del Vaga o del Sermoneta. |
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