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![]() La porta, in origine, si chiamava probabilmente Porta Prenestina-Labicana per le vicinanze con il Sessorio di cui costituiva l'accesso principale; prese poi il nome di Porta Majoris-Sessoriana. Per un certo tempo, a causa di un'immagine della Madonna che era nei pressi, venne anche chiamata Porta Dominae o Porta Donna fino ad acquisire il nome definitivo (in realtà "rispolverato") di "Porta Maggiore". Le iscrizioni sull'attico in fasce longitudinali rammentano la funzione di castello per l'acqua di questo arco sul quale si convogliavano l'Aniene Nuovo e l'Acqua Claudia. ![]() Una terza iscrizione parla di restauri effettuati da Vespasiano e Tito. L'insieme monumentale di Porta Maggiore comprende anche il sepolcro di Eurisace, rinvenuto durante i lavori del 1838, destinato al panettiere arricchitosi con gli appalti statali per la produzione del pane da distribuire gratuitamente ai poveri: il fregio ricorda le varie fasi della panificazione, dal servo che riceve il grano che deve essere macinato (sotto l'attenzione di un funzionario che annota su una tavoletta l'intero movimento), fino al pagamento del macinato. Si può osservare come le mole fossero mosse da asini controllati da due addetti e il fornaio si chiamava "pistor", ovvero "pestatore" -termine legato all'atto della macinazione. |
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