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![]() La struttura è costituita da un cilindro di 43,30 metri di diametro (pari all'altezza interna), su cui poggia una sorpendente cupola semicircolare -di dimensioni tali da testimoniare estrema abilità e audacia in campo architettonico-, aperta alla sommità in un oculus, largo foro centrale che costituisce l'unica fonte di illuminazione. La parete della sala interna è caratterizzata da otto profonde nicchie; l'ingresso è preceduto da un pronao di forma classica, con colossali colonne in granito egizio. Il pavimento, in parte originale, è in opus sectile di pavonazzetto, porfido, giallo antico e granito. Le nicchie che si aprivano nelle esedre e le edicole erano occupate da statue di divinità: l'edificio infatti era dedicato, come dice il suo nome, a tutti gli dei. Tuttavia il significato originario, come si può ricavare da un passo di di Dione Cassio, era piuttosto quello di un tempio dinastico, di un Augusteum, il cui modello proviene da simili esempi, diffusi nei regni ellenistici. Nel VII secolo fu trasformato in chiesa dedicata a Maria e ai martiri, fatto che garantì la sua conservazione, anche se nei secoli venne spogliato dei decori bronzei e marmorei. Nel 1929 la chiesa assunse l'ufficio di Basilica palatina o, meglio, di chiesa nazionale di tutti gli italiani. Nel Pantheon si trovano le tombe di importanti personalità della storia italiana (Raffaello, Annibale Carracci, Vittorio Emanuele II); per questo il termine designa anche altri edifici che accolgono spoglie di personaggi eminenti di un paese. |
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