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![]() Il Palazzo della Civilità o "Colosseo Quadrato" nasce da un concorso del 1937, bandito per realizzare un edificio che potesse ospitare la Mostra Permanente della Civiltà Italiana. Il concorso fu vinto nel 1938 dagli architetti Giovanni Guerrini, Enzo Bruno La Padula, Mario Romano. Esso costituisce il prodotto più tipico del monumentalismo retorico e autocelebrativo del fascismo e forse anche per questo non è mai stato adeguatamente utilizzato, come altri grandi edifici del suo genere, tanto da trasformarsi in un vero monumento allo spreco: con 66 metri di altezza e 15'000 mq di superficie (6 piani, 54 archi su ogni facciati -per gli amanti dei dettagli) avrebbe potuto trovare numerosissimi usi. A pianterreno, vi sono anche collocate 28 statue (il Genio del Teatro, l’Eroismo, il Primato della navigazione, ecc.) i cui temi furono scelti da Cipriano Efisio Oppo; non è mai nato, invece, l’antistante laghetto, in cui il tutto si sarebbe dovuto specchiare. Dalla inaugurazione del 1940, segue un lungo travaglio: nel 1956 l'edificio viene concesso in uso alla Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, che ne utilizzano per anni alcune parti come uffici ma da quel momento soffre un periodo di abbandono pressoché totale. Nel 1999 l'Ente Eur, divenuto poi Eur Spa, e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali siglano un protocollo d'intesa per l'utilizzo del Palazzo della Civiltà Italiana come sede del Museo Nazionale dell'Audiovisivo (MAV); al giugno 2005, si attende ancora di vedere realizzata l'impresa. |
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