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L'iscrizione sull'attico riporta una dedica del Senato all'imperatore Tito (anno di nascita: 41 d.C., regna come imperatore dal 79 all'81). L'uomo viene detto "divus", quindi il monumento fu realizzato dopo la sua morte (che avvenne nello stesso anno della fine del regno, 81 d.C.). ![]() L'arco è costruito in opera quadrata di marmo, pentelico fino ai capitelli e lunense nella parte superiore; lo zoccolo è in travertino mentre il nucleo interno è cementizio. Le parti superiori oggi in travertino sono state introdotte dal restauro del 1823 di Sterne e Valadier, ricordato dall'iscrizione di papa Pio VII sul lato est dell'attico, rivolto al Colosseo. Nel Medioevo, l'arco di Tito divenne parte della fortezza dei Frangipane: appare in numerose stampe coronato da una merlatura in mattoni, che verrà rimossa grazie ai restauri dell'Ottocento. Sulle due facciate il fornice (o arcata) è inquadrato da colonne con fusti scanalati e capitelli che sorreggono una trabeazione. Su quest'ultima appare un fregio che rappresenta una scena di sacrificio. La volta del passaggio conserva una ricca decorazione a cassettoni: al centro è raffigurato Tito portato in cielo da un'aquila, allusione alla sua apoteosi (divinizzazione dopo la morte). Le pareti interne del passaggio riportano grandi rilievi storici; essi rappresentano la conquista di Gerusalemme da parte di Tito nel 70 che concluse la Guerra Giudaica iniziata nel 66, seguita presto dalla vittoria completa con la caduta di Masada del 72. Sul lato sud è raffigurato l'ingresso del corteo trionfale, con il bottino preso al Tempio di Gerusalemme (il candelabro a sette braccia, la tavola con i vasi sacri, le trombe d'argento) e sul lato nord l'imperatore Tito sulla quadriga del trionfo, incoronato dalla Vittoria. |
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