[LAVORI IN CORSO - PAGINA IN COSTRUZIONE]

Fiori (e qualche pianta) nel parco di Monte Mario

Non sono un botanico, ma semplicemente una persona che ama camminare nella natura e, come molti di voi, si stupisce della propria ignoranza riguardo ai nomi e alle caratteristiche delle piante e soprattutto dei fiori che incontra nel corso delle sue passeggiate. È frustrante!
Così ho deciso, durante un breve giro per la riserva di Monte Mario (vicino casa), di fotografare qualche specie di fiori tra le più comuni e di cercarne almeno il nome.
Devo ammettere di aver fatto anche ricorso alle preziose conoscenze di Luciana Bartolini, amante della natura, di piante e insetti, che ha gentilmente riconosciuto qualche specie per me. Devo promettere a me stesso: "prometto di non tempestarla di richieste, prometto di non tempestarla di richieste, prometto di non tempestare Luciana Bartolini di richieste..."!
FOTOGRAFATI A FINE MARZO
anemone stellata Cominciamo da un fiore che si trova con estrema facilità in moltissimi prati, anche in città: l'anemone, in questo caso quello che, per quello che ho capito, si chiama indifferentemente "anemone stellata" o "anemone di campo" o ancora "anemone fior di stella".
La parola anemone deriva dal greco ανεμώνη (anemóne) ovvero da νεμος (ánemos) che indica il vento che ne muove facilmente gli steli. Il termine potrebbe essere collegato al nome semitico di Adone (Naaman), dalle cui gocce di sangue, secondo una leggenda greca, si formarono gli anemoni. Non a caso questo fiore era un simbolo di dolore, quindi del lutto e della morte, in numerose tradizioni.
pervinca La Vinca minor, per noi comuni mortali "pervinca", è anch'essa piuttosto comune, anche come pianta da giardino.



erica bianca Sono quasi sicuro che questa sia erica bianca. Da lontano avevo il dubbio che fosse rosmarino (e stupidamente non ho nemmeno strofinato le foglie per sentire se fossero profumate), ma una ricerchina mi dice, appunto, che si tratta di erica. Qui ne ho trovato un grosso cespuglio, tempestato di fiorellini, presento quindi due ulteriori immagini: una che può dare l'idea del numero dei suoi rigogliosi rami e rametti, e una in cui ho scelto un dettaglio della fioritura abbondantissima, per mostrarne nel dettaglio i fiori, in modo da aiutare i curiosi.
margherita La margherita (Leucanthemum vulgare) non ha bisogno di presentazioni, almeno quella sono capace di riconoscerla!
Una curiosità l'ho però appena scoperta: scientificamente, non si tratta di un fiore bensì di un'infiorescenza, ovvero di un insieme di fiori peraltro di due tipi: quelli che noi chiamiamo petali, in questo caso sono sono fiori ligulati bianchi, protesi come linguette verso l'esterno, e i piccoli tubicini gialli al centro, che sono "fiori tubolosi".
fiore di Veronica persica Il piccolo fiore a sinistra (di circa mezzo centimetro), ancora una volta comunissimo, è la Veronica persica, o semplicemente "veronica", dal nome di Santa Veronica, la donna che nella tradizione avrebbe dato a Gesù un panno per asciugarsi il volto nella salita del Calvario; i segni sui petali del fiore richiamerebbero, infatti, quelli del sacro fazzoletto della Santa.
Il colore è un azzurro chiaro, tendente al violaceo; in ogni caso state pur certi che lo avete incontrato spesso e probabilmente l'avete subito riconosciuto nella fotografia a sinistra.
FOTOGRAFATI A FINE MAGGIO

Una "toccata e fuga" a fine maggio, ero lì per provare un vecchio obiettivo Olympus, mi ha consentito di fotografare un altro paio di fiori. Una passeggiata troppo breve, dunque, quindi accontentiamoci...
Convolvolo, fiore di Convolvulus cantabrica A sinistra, un comune convolvolo, ce ne sono diversi dalla parte del parco di Monte Mario che guarda alla sede RAI di via Teulada.
"Comune" per le persone un minimo informate s'intende, io ho dovuto come sempre fare una ricerca e inizialmente lo stavo confondendo con la bella di notte, ma avendone già viste parecchie, non mi sono lasciato ingannare dalla mia ignoranza. Comunque Luciana Bartolini ha confermato il responso e mi ha altresì inviato il nome scientifico di questa varietà: Convolvulus cantabrica.
Acanto, Acanthus mollis Non sto a raccontarvi come io abbia miseramente fallito nel trovare il nome di questa pianta di cui a fine maggio, nella zona sotto l'osservatorio astronomico, Monte Mario è tempestato d'infiorescenze. Ho ipotizzato fosse un certo tipo di lavanda (ridete, certo, ridete di me, vorrei vedere voi altre bestie di città!), bocca di leone (Antirrhinum), lupino... Vuoi per la forma delle foglie, vuoi per le differenze nella struttura dei fiori, non potevano essere quelle, ero proprio sconfitto. Nonostante il fatto che il terreno ne sia tappezzato, non avevo la più pallida idea di cosa fosse questa gran bella pianta.
Ebbene, è toccato alla paziente Luciana Bartolini indicarmi (immagino senza esitazione) che trattasi di Acanthus mollis (acanto); in altri termini, non conoscevo nemmeno la pianta cantata da Pascoli e alla quale (in un'altra varietà) s'ispira la decorazione dei capitelli corinzi.
Non si finisce mai d'imparare ma qui sento che sto appena iniziando!

Fior d'acanto - Giovanni Pascoli - (Myricae, Alberi e fiori)
a Egisto Cecchi

Fiore di carta rigida, dentato
petali di fini aghi, che snello
sorgi dal cespo, come un serpe alato
da un capitello;

fiore che ringhi dai diritti scapi
con bocche tue di piccoli ippogrifi;
fior del Poeta! industrïa te d'api
schifa, e tu schifi.

L'ape te sdegna, piccola e regale;
ma spesso io vidi l'ape legnaiola
celare il corpo che riluce, quale
nera viola,

dentro il tuo duro calice, e rapirti
non so che buono, che da te pur viene
come le viti di tra i sassi e i mirti
di tra l'arene.

Lo sa la figlia del pastor, che vuoto
un legno fende e lieta pasce quanto
miele le giova: il tuo nettare ignoto,
fiore d'acanto.
fiore: cardo dei lanaioli (Dipsacus fullonum) A sinistra, un comune cardo dei lanaioli, un tipo di cardo silvestre. Il fiore dovrebbe poi trasformarsi in una specie di grosso sigaro spinato, con l'avanzare della stagione.
Nota di colore: è un fiore che vanta un discreto numero di nomi volgari (Cardo dei lanaioli, Pettini di lupo, Pettenaro, Verga del pastore, Cardo di Venere, Scardaccione, Cardo da panni, Rissolo, Cima dei pastori, Lattugone) alcuni dei quali palesemente legati alla forma e al suo possibile uso; per esempio, in passato era utilizzato per eliminare la borra (lanugine) dei tessuti di lana.
Sui vari significati collegati a questo fiore, lascio la parola alle innumerevoli pagine del web.
fiore: tarassaco o dente di leone, soffione Altro fiore comunissimo, il taràssaco, ha diverse proprietà sia per uso officinale che alimentare.
Non ha difficoltà a crescere un po' dappertutto, sul mio balcone rispunta sistematicamente tra i vasi, assieme all'ortica.
Ha altri nomi volgari, es. "dente di leone", "cicoria selvatica", "soffione" (ebbene sì, sfiorendo produce quelle sfere di ombrellini bianchi che volano via soffiandoci, diffondendone così i semi).
fiore: malva silvestre - (Malva sylvestris) Ecco la malva, comunissima, ora che ho fatto la mia bella ricerchina posso associare il nome del colore a quello di un fiore che avrò incontrato migliaia di volte.
Questo esemplare, ad esser sincero, l'ho fotografato sul Monte Ciocci, quindi nei paraggi, ma sono pressoché sicuro di averne visti anche nel parco di Monte Mario.